La scuola come un set del nichilismo

Decorative judgement scale and gavel placed on desk in light lawyer office against window

L’eco degli spari di plastica e il gelo del terrore che ha attraversato un’aula di Spoleto non possono essere derubricati a semplice cronaca. Se i fatti sono ormai tristemente noti, ciò che merita un’analisi senza sconti è il vuoto valoriale che essi hanno portato a galla: la trasformazione del docente da guida a bersaglio, e dell’aula da luogo del sapere a palcoscenico per atti di violenza psicologica.
Siamo di fronte a una patologia sociale dove la percezione del limite non è solo sfumata, è del tutto assente. Quando uno studente decide di indossare una maschera e impugnare un’arma, seppur giocattolo, per terrorizzare chi ha il compito di istruirlo, non sta compiendo una “bravata”, sta mettendo in scena la profanazione del patto educativo.

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